domenica, giugno 03, 2007

Tutto in Famiglia

Siccome il Family Day è venuto bene, già si pensa di farne un appuntamento fisso. Molte sono le amene località italiane che vorrebbero ospitare il prossimo Family Day. Forte - sull'onda dell'emozione - la candidatura del ridente borgo di Marsciano (Umbria): moglie incinta ammazzata di botte, fermato il marito. Anche Belluno ha le carte in regola per ospitare la sagra della famiglia tradizionale: moglie accoltellata dal marito. Anche Parma se lo meriterebbe: moglie strangolata dal marito. Un gemellaggio per ospitare il Family Day si potrebbe tentare tra L'Aquila e Rieti, dove lo stesso tizio ha ammazzato a fucilate la convivente e la figliastra. Roma si candida soltanto con il triste episodio della figlia malata di mente che accoltella la madre. Mentre Gorgonzola (Lombardia), presenta il caso più standard: uccisa dal fidanzato che la sorprende con l'amante (tutti stranieri, in questo caso: al Family Day si potrebbe unire la tradizionale fiaccolata della Lega). E queste sono solo le candidature degli ultimi cinque giorni: quelle quotidiane celebrazioni della famiglia italiana dove alla fine, invece dei cantanti, intervengono i Ris e la scientifica. Altro che i bambini fanno oh! Sto aspettando con ansia che qualche esponente della sinistra ci spieghi che «bisogna ascoltare quella piazza». Bravo, ma quale? Belluno o Parma? Marsciano o Gorgonzola? Essere più precisi, please!Quanto all'emergenza criminalità e alla voglia di sicurezza, la destra che ha trionfato al Nord al grido di «tolleranza zero» dovrebbe valutare alcune opzioni operative, come ad esempio le telecamere nelle sale da pranzo e le ronde notturne nelle camere da letto. Vedremo. Certo non mancano le note positive: se sono scontente della loro presenza nella politica, nell'economia, nelle istituzioni, le donne italiane possono invece gioire per il loro ruolo preminente in famiglia. Come vittime, sono maggioranza assoluta.

di Alessandro Robecchi ("Manifesto" del 30/5/07)

7 Comments:

At venerdì, giugno 08, 2007 2:55:00 PM, Blogger Melina said...

Mi dispiace ma sono contro le critiche facili e superfacili... uno può dire di essere o no d'accordo con una manifestazione senza bisogno di attaccarsi alle stupidaggini..Certo sono contraddizioni che sembrano barzellette, ma cosa non è contraddittorio in questo mondo...Comunque , personalmente andrei a un gay pride e non di certo a nu family day, e le mie opinioni sul Family Day me le tengo per me e per chi mi chiede un parere...di certo non sul giornale. non ripaghiamoli con la stessa moneta...cioè se loro dicono e scrivono che un gay pride è solo una baracconata non c'è bisogno che dall'altro lato si sottolineino certe cretinate... Ma del DIALOGO qualcuno ha mai sentito parlare???

 
At domenica, giugno 10, 2007 12:45:00 PM, Blogger mareintempesta said...

Rispetto il tuo punto di vista, ma non ritengo che questa critica del giornalista del Manifesto sia facile e superficiale.. anzi!
Indipendentemente dal punto di vista del giornalista sul Family Day (che secondo me dalla maggior parte delle persone che hanno partecipato è stato vissuto in buona fede come qualcosa di bello, aldilà del fatto che gli organizzatori avessero scopi politici ben precisi) qui si attacca la strumentalizzazione politica che di quella manifestazione è stata fatta, puntando l'attenzione su certi aspetti e dimenticando (troppo spesso) certi malesseri mascosti (e per fortuna ormai nemmeno troppo!) della nostra società.
Troppo spesso si perdono di vista gli obiettivi, e il mio modesto parere è che le gerarchie ecclesiastiche lo facciano troppo spesso.
Ne è un esempio la questione dei preti pedofili coperti dalle gerarchie vaticane che tanto ha destato scandalo negli ultimi giorni per un video mandato in onda da santoro.
Riguardo il dialogo...
Purtroppo, e lo sottolineo, questo non è il tempo del dialogo, sembra quasi il tempo delle crociate cattoliche contro la laicità.
E io voglio vivere in uno stato laico che rispetti tutti, cattolici e non.

 
At domenica, giugno 10, 2007 2:55:00 PM, Blogger Melina said...

Vabbè, sarò babba, ma io ci credo ancora al dialogo... Sono d'accordo con te su tutto, in fondo il giornalista ha scritto quello che pensiamo tutti, ma c'è modo e modo per dire le cose..
Se ti dico: "Micky sai io avrei preferito la cucina blu." non è la stessa cosa di : "ahahahah, che gran cacata!!! Ti sei fatto la cucina rossa!!!"

 
At mercoledì, giugno 13, 2007 12:15:00 AM, Blogger mareintempesta said...

ahahahhahahahah

ps: meno male che siamo rimasti noi due ad animare i blogs...

 
At lunedì, giugno 18, 2007 11:09:00 PM, Blogger mark ge said...

Ciao da Genova...
Family Gay.. Family Gay....
Il problema qui è che nè gli etero e tantomeno i Gay vogliono mettere su famiglia....
E i politici pigliano x il culo sia la famiglia che i gay... da destra e da sinistra...
Un Salutone ... Voglio ricominciare ad aggiornare il mio blog:-)
Marco

 
At martedì, giugno 19, 2007 10:15:00 AM, Blogger mareintempesta said...

Mi fa piacere che qualcuno abbia inteso il senso dell'articolo :)
Il senso era proprio quello: chiaramente ai politici non gliene frega niente.
Riguardo al fatto che nè etero nè gay vogliano metter su famiglia non sono d'accordo...
E innanzitutto forse sarebbe ora di parlare di Famiglie invece che di Famiglia.
benvenuto anche a te Marco... finora avevamo avuto come ospite nei nostri blog solo la tua metà... eheheheh!

 
At martedì, giugno 19, 2007 4:39:00 PM, Blogger Melina said...

W le famiglie!!!

 

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